Geografia di genere                                             << Pagina iniziale    << Associazioni

 

Il gruppo di lavoro che si è creato all’interno della Consulta delle Cittadine, e che è aperto ad altre donne, è una proposta di riattraversamento della nostra città e dei suoi diversi luoghi e ha come scopo un percorso di riappropriazione e insieme di conoscenza e consapevolezza. Guardare insieme le diverse realtà dei nostri luoghi di vita, per riallacciare Venezia centro storico con i suoi alter ego, Mestre e Marghera, e conoscere o ripercorrere con altra attenzione le storie che hanno accumulato, la vita delle donne, e degli uomini, le reti di relazioni che esistono e che nutrono questi luoghi, la bellezza che c’è o che manca.

L’obiettivo del percorso riguarda la possibilità di modificare il nostro sguardo e la relazione con il luogo di vita e di arricchire le nostre pratiche, valorizzando le ricchezze e le risorse dei luoghi e potenziando reti e associazioni che li rendono vitali, includendo anche le nuove cittadine e i cittadini stranieri. Inoltre questi nuovi sguardi vogliono tener conto della pluralità, della varietà e del singolo apporto dei diversi luoghi, in modo tale che la città non appaia come un aggregato compatto bensì si sgrani e sappia rivelare le sue diverse realtà e polarità.

L’obiettivo finale vuole promuovere e valorizzare le pratiche di convivenza e riappropriazione degli spazi urbani e anche per formulare orientamenti concreti da offrire alla Municipalità e al Comune.

 

Il progetto vuole associare momenti di riflessione e conoscenza a esperienze praticate insieme attraverso le nostre “Avventure urbane”: l’esplorazione dei luoghi di vita attraverso anche le “camminate di quartiere” e l’elaborazione collettiva del sapere sessuato sulla città.

Si vuole articolare come un Laboratorio con seminari di conoscenza e riflessione accoppiati a presentazioni di “buone pratiche” presenti qui o in altre città. Alcuni temi che intendiamo sviluppare nei seminari e nelle riflessioni:

 

- abitare la città come uomini e come donne, luoghi e modalità di genere, associazionismo e reti che connotano lo spazio urbano

- la sicurezza in città: come le città possono essere “amichevoli” per le donne

- la città policentrica: Venezia Lido Mestre Marghera e i nessi dimenticati

- la bellezza del quotidiano in città: cura del verde, pratiche della pulizia e del decoro

- nuove cittadine e uso degli spazi

  

Passeggiate urbane

  

Il gruppo di Geografia di genere, che si è costituito come gruppo di lavoro della Consulta delle Cittadine, aperto anche a donne non inserite nelle Associazioni rappresentate dalla Consulta, si è dato come scopo la promozione di riflessioni ed esperienze concrete riguardanti l’abitare delle donne, le pratiche e i saperi di cittadine e cittadini per migliorare il vivere gli spazi, le relazioni e i tempi della città. Ci interessa valorizzare inoltre la fitta trama di associazionismo, culturale, sociale e sportivo, che nutre la vita quotidiana e restituire ad essa visibilità e valore nei rapporti con la cittadinanza e con le istituzioni cittadine.

 

Una delle pratiche più interessanti e coinvolgenti che stiamo realizzando sono le “Passeggiate urbane”: queste passeggiate, che progettiamo nei quartieri che abitiamo o attraverso luoghi della città che vogliamo esplorare, sono brevi viaggi tra storia e presente, strumenti di conoscenza e di piacere di scoprire insieme, di cogliere le risorse dei luoghi o le loro mancanze, e possono costituire una proposta e un “modello”, di riconciliazione dal basso, di ritessitura comune di esperienze e di vita. Pensiamo possano dare avvio a un’interpretazione “femminile” dell’abitare, attenta alle relazioni e al bisogno di narrarsi e narrare l’ambiente, in grado di dar voce ai “saperi dell’abitare” dei cittadini e di indicare concretamente bisogni e desideri rispetto alla città in continuo divenire.

 

Dopo una prima passeggiata alla scoperta delle trasformazioni in atto nella zona di Dorsoduro e Santa Marta, abbiamo cercato di stabilire contatti al di fuori del Centro storico per il nostro interesse verso il ricongiungimento simbolico delle diverse realtà della città metropolitana di Venezia, molte delle quali sorte dall’esodo dal centro storico e sofferenti di mancanza di progettazione, coesione sociale ed esposte al disagio e all’isolamento, specialmente femminile. Abbiamo contattato così un gruppo di donne di Ca’ Emiliani. Sapevamo infatti che, grazie al sostegno di ETAM (Servizio di Animazione territoriale del Comune), queste donne avevano voluto e saputo ricostruire e interpretare non solo la loro storia individuale ma la voce di un villaggio, di una comunità, rendendo pubblica la loro tessitura a più voci nell’incontro di giovedì 1 marzo 2007 Voci di Donne di Ca’ Emiliani. Storie e Ricordi di un tempo non troppo lontano, realizzata presso il Centro Polivalente “Dario e Federica Stefani”di Marghera.

Dopo il contatto, abbiamo ricevuto la proposta di conoscerle e di averle come guide di una passeggiata di quartiere lungo i luoghi della loro vita e della storia del villaggio. Abbiamo ovviamente accettato con entusiasmo e così ha avuto luogo una vera avventura personale e urbana, iniziata martedì 6 novembre 2007 nella sede dell’ETAM con la visione della documentazione fotografica dell’antico villaggio di Ca’Emiliani e il racconto del loro personale inserimento nel contesto; poi ci siamo mosse a piedi seguendo una mappa da loro realizzata, attirando anche la curiosità dei passanti: un gruppo di una ventina di donne che cammina, osserva, commenta e ascolta non lascia certo indifferenti. Le nostre amiche avevano previsto luoghi di sosta e spiegazioni, alcuni incontri con abitanti, ad esempio con un’anziana signora attivissima che gestiva l’unico negozio di alimentari nella zona, ora chiuso; la messa a fuoco di alcuni luoghi strategici come l’ex cinema, le “mitiche” casette, zone di verde, la scuola richiesta con tanti anni di lotta e poi presto inutilizzata, la casa del popolo. Seguendo le nostre guide abbiamo attraversato continuità e trasformazioni del luogo, conflitti e angoli di riconciliazione con la natura, ricordi ma anche un caparbio radicamento nel presente.

Quasi tutte le donne che abbiamo incontrato provenivano da Venezia, vi erano nate o erano nati i loro genitori: abbiamo toccato con mano le storie dell’esodo ma anche l’ostinata volontà di sopravvivere “al meglio”, di rendere un luogo vivibile e ospitale, di migliorarlo, attraverso le relazioni e le attività concrete.

E tutto questo ci ha spinto ad organizzare la terza “Passeggiata Urbana” di martedì 11 dicembre. Abbiamo pensato infatti di realizzare un simbolico viaggio di ritorno di queste veneziane di Ca’Emiliani, chiedendo loro di farci da guide nei loro luoghi di vita nel centro storico ed insieme di ricambiare a nostra volta, assumendo anche noi il ruolo di narratrici del nostro radicamento, dei nostri contesti, mostrando cambiamenti e continuità nel Centro storico. Poiché alcune hanno espresso il desiderio di ritornare nel loro posto di lavoro, al Cotonificio veneziano, ora sede IUAV, abbiamo deciso questa volta di organizzare un itinerario che da Piazzale Roma, con la visione del nuovo ponte di Calatrava, proseguirà lungo la fondamenta delle Burchielle, passando di fronte alla ex Manifattura Tabacchi, sede del nuovo tribunale di giustizia, giungendo attraverso le carceri e la fondamenta dell’Arzere, alle Terese, al Cotonificio. Qui, grazie a un’amica che lavora presso lo IUAV, visiteremo ciò che resta degli ambienti di lavoro nella sede universitaria. Poi proseguiremo per la Marittima, il nuovo porto turistico, San Basilio, le Zattere, potendo ammirare la trasformazione del Mulino Stucki, infine da San Trovaso, e Toletta arriveremo a San Barnaba e infine a Santa Margherita concludendo alla Vetrina del Volontariato.

Questa passeggiata urbana, questo percorso che faremo assieme intrecciando voci e storie, vuole offrirsi dunque come pratica di riconciliazione e pacificazione con il luogo di origine e le storie di sradicamento ma anche come ponte concreto tra diverse realtà di vita e di esperienza delle donne in città.

 

Invitiamo quindi le donne di altri quartieri a progettare con noi nuove “passeggiate urbane”: con il contributo. il desiderio e la passione di abitare i luoghi di altre donne, potremo realizzare altre passeggiate, altre esperienze in altri quartieri, in altri luoghi della città metropolitana: potremo così riunire altre parti della città, riallacciare esperienze, percorsi di conoscenza e pratiche di città in un progetto che parli dell’abitare delle donne.